martedì 6 dicembre 2016

Vini Top


In realtà non bisogna cambiare né fare una politica del cambiamento, basta che si faccia quello che per anni è stato promesso, già questo basta per “muovere” le basi della coscienza. Il punto più critico è proprio quello della smentita o della modifica. Se una cosa si deve fare e se questa stessa cosa è di importanza cruciale, il lavoro, gli stranieri, la guerra ecc. ecc., allora bisogna che tutti partecipino, che tutti condividano, che tutti sappiano come e in che modo si sta facendo. 

Vini pregiati


Se continuano a parlare e a scimmiottare, i nostri politici non concluderanno mai niente. Affermazioni e smentite sono all’ordine del giorno, quello che è stato detto ieri non vale oggi. Bisogna che incominciamo ad esprimerci con i segni, con il linguaggio muto, cosicché tutti ma proprio tutti possano capire inequivocabilmente, anche chi non comprende l’italiano. Un esempio. Referendum sull’acqua pubblica: il 90% degli italiani ha votato si, espresso parere favorevole affinché l’acqua non diventi privata. Oggi la privatizzazione è in atto, la GORI in Campania gestisce quasi tutti l’area idrica, è la società è stata fatta grazie ad un escamotage: costituita per metà pubblica e per metà privata.

Marmellata di Fragole


Non siamo noi ad essere inquinati è chi legittima che impone come normalità lo sfruttamento e con esso tutta una serie di interessi personali. E allora, come ha detto lo scrittore De Silva a Repubblica, la politica può fare realmente qualcosa ma non in queste condizioni. 

cioccolata


La politica italiana ha raggiunto un limite e con esso anche i vecchi mass media che stanno influenzando i nuovi social network. Ho cantato vittoria per la libertà di internet, ma sembra che tutto possa essere oscurato. Se il potente di turno mette i soldi noi cambiamo idea?!. La logica economica/finanziaria per ora è la padrona assoluta. La politica è al servizio di quest’ultima e il linguaggio cambia a seconda degli interessi e delle prospettive.